Preghiera Efestiana ai Morti

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Oggi è il giorno dei morti in Italia. Ho scelto di onorarli attraverso una preghiera che ho composto che celebra le loro fatiche e il loro lavoro. Volevo riconoscere come ereditiamo da loro il frutto delle loro opere e come un giorno sarà il nostro momento di lasciare la nostra eredità alla prossima generazione.

O Efesto, eterno lavoratore, latore del fuoco, tu che sei le mani e la spina dorsale del cosmo, che tutto ripari e aggiusti, e tutto migliori. tu che mai spegni il fuoco della tua forgia, tu la cui fronte è sporca di sudore e fuliggine, tu che proteggi coloro che lavorano, nel fuoco o sottoterra, custode di coloro che faticano tra i pericoli, Siano fumi o gas, strumenti appuntiti o macchinari, altezze o carichi pesanti, incidenti o destino avverso. Sii misericordioso.

In questo giorno, e attraverso te, io onoro gli sforzi dei miei antenati. La Vita è un travaglio. Per sopravvivere, prosperare e servire, tutto è lavoro. Attraverso il lavoro sono morti. Per il lavoro sono morti. A causa del lavoro sono morti. E le loro fatiche e il loro dolore è il loro dono per me. E’ nelle strade che io percorro, nel tetto che mi protegge, nei campi che mi nutrono e tutto intorno a me. Il mio mondo è pieno della loro presenza e delle loro tracce, e del tempo speso nel modellare il mondo che io ho ereditato.

O Efesto, come quella che hai realizzato per bloccare Afrodite ed Ares, Possa la catena che mi lega agli antenati essere invisibile eppur eterna. E come ogni mattone da loro posto mi è stato utile, Così io metterò i miei per me e le generazioni a venire. E lascia che la tua sacra pira bruci e arda, con sacro fumo e fuoco odoroso, per le Imprese Senza Nome, per gli Eroi Dimenticati, per le Fatiche Inenarrabili.

Sii misericordioso, Efesto, e concedi loro pace e serenità!

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